Gli intermediari tradizionali collocano dei prodotti – di risparmio, di assicurazione, di investimento – a fronte dei quali ricevono un guadagno sotto forma di commissioni. Le commissioni possono essere esplicite, se vengono addebitate direttamente al cliente, o, più spesso, implicite essendo applicate al prodotto stesso e quindi meno individuabili se non con un’attenta lettura dei prospetti informativi (cosa che pochi hanno la pazienza e/o la capacità di fare…).
Spesso il livello di questi costi non è giustificato rispetto ad altre soluzioni più efficienti per il cliente, ma che richiedono un minimo di competenza e di impegno ad informarsi e un po’ di tempo per la scelta dello strumento. Se guardiamo ai fondi italiani, ad esempio, scopriamo che il peso dei costi e la sostanziale indicizzazione al mercato della stragrande maggioranza dei prodotti fa sì che, come puntualmente evidenziato dall’annuale analisi di Mediobanca, i fondi comuni offrano dei rendimenti inferiori a quelli del mercato di riferimento. L'ultima analisi completa, quella relativa al 2007, conferma un quadro sconfortante (per i risparmiatori si intende…): se a 1 anno solo 13% dei fondi italiani batte il proprio benchmark, su periodi di 3 e 5 anni la situazione è catastrofica, con solo l'1% dei fondi italiani con rendimenti al di sopra del proprio indice di riferimento (rappresentato dall’andamento del mercato in cui il fondo investe i soldi dei sottoscrittori).
Il secondo aspetto da sottolineare è la scarsa personalizzazione delle proposte che di solito non sono guidate dalle reali esigenze del cliente, che raramente vengono prese in considerazione, ma dalla politica commerciale dell’intermediario che di volta in volta spinge il personale a collocare obbligazioni strutturate, fondi, polizze index e unit linked, ecc.
Ma l’aspetto più importante da considerare è quello dell’incentivo al rischio: più il prodotto è complesso e rischioso e più è gravato dai costi, perciò è bene fare attenzione alle proposte che, per aumentare le provvigioni, tendono a privilegiare i prodotti più rischiosi, magari facendo leva sulla promessa di alti rendimenti potenziali. Questo problema è balzato agli occhi dei risparmiatori negli ultimi anni a seguito dell’andamento negativo delle borse, a causa del quale in molti si sono resi conto, con profonda sorpresa e disappunto, che i prodotti venduti come garantiti e sicuri avevano generato perdite considerevoli.
Volendo usare una metafora è come se una persona si rivolgesse ad una casa farmaceutica per chiedere che farmaci assumere. E’ chiaro che il comportamento più corretto di una persona che ha abbia a cuore la propria salute è quello di andare prima da un medico che, solo dopo un’attenta visita e degli esami, farà una diagnosi e, se necessario, prescriverà la cura più opportuna.
Il consulente indipendente fa proprio quello che farebbe un buon medico di fronte al proprio assistito. Non prescriverà un prodotto sulla base del suo tornaconto, ma ascolterà il proprio paziente e, sulla base dei sintomi manifestati e delle risultanze delle analisi, gli fornirà una cura appropriata e personalizzata, facendo attenzione anche a non rischiare pericolosi effetti collaterali.
Solo dopo aver consultato il proprio medico di fiducia il paziente, informato della patologia e della cura, si recherà in farmacia con la ricetta dei farmaci. Allo stesso modo il risparmiatore che si è rivolto al consulente indipendente, che avrà elaborato il piano finanziario per soddisfare le esigenze del cliente, può recarsi presso la propria banca o assicurazione a sottoscrivere gli strumenti adatti a lui e non si lascerà condizionare dalle proposte in conflitto d’interessi.

Le fasi della Consulenza sugli Investimenti:
- Analisi del portafoglio finanziario posseduto (azioni, obbligazioni, fondi, polizze, gestioni, ecc.) per evidenziare i costi - anche quelli occulti - dei prodotti e il rischio del portafoglio;
- Quantificazione del risparmio/beneficio ottenibile con una gestione indipendente;
- Elaborazione di una soluzione su misura del cliente con strumenti efficienti e assistenza operativa presso la propria banca di fiducia;
- Monitoraggio continuo e revisione periodica degli investimenti;
- Consegna e illustrazione della reportistica dettagliata
I vantaggi per il cliente:
- Protezione da consigli viziati dal conflitto d’interessi
- Risparmio dei costi inutili del risparmio gestito
- Assistenza nella relazione con la propria banca di fiducia
- Ottimizzazione e pianificazione fiscale degli investimenti
- Comprensione dei mercati visti da un’ottica indipendente
- Attento controllo del livello di rischio e protezione del capitale
Nella sezione analisi è possibile vedere l'andamento dei nostri portafogli modello, che sono la base da cui partiamo per elaborare i portafogli personalizzati in base alle esigenze specifiche e alle caratteristiche di ciascun cliente.




















